Chi sono
La mia storia
Nel 2007 ho lasciato Milano con una valigia, un contratto di internship appena firmato, un cuore pieno di speranze e la sensazione — più che la certezza — di stare per iniziare qualcosa di importante. Non lo sapevo ancora, ma quella partenza avrebbe segnato l'inizio di quasi vent'anni di vita internazionale.
I primi dieci anni li ho vissuti in Svizzera, dove ho costruito le fondamenta della mia carriera lontano da casa: ho imparato a lavorare in ambienti multiculturali, a comunicare in lingue che non erano la mia, e a capire che "il modo in cui si fanno le cose in Italia" era solo uno dei tanti modi possibili. È stata la mia prima vera lezione di umiltà professionale, e mi è servita per tutto quello che è venuto dopo.
Poi è arrivata una breve parentesi negli Stati Uniti — un'esperienza intensa che mi ha aperto ancora di più gli occhi su quanto il modo di lavorare, comunicare e costruire una carriera cambi da un paese all'altro, e su quanto sia facile, per chi arriva da fuori, fraintendere le regole non scritte di un nuovo contesto professionale.
A un certo punto, con una carriera già consolidata alle spalle, ho deciso di rimettermi in gioco: a metà dei miei trent'anni sono tornata sui banchi dell’università per un master, e questa scelta mi ha portata a Edimburgo — dove, questa volta, sono rimasta. Negli anni ho costruito la mia carriera in diversi settori e industrie, specializzandomi in ambito digital, marketing e analytics; mi sono anche seduta dall'altra parte del tavolo, selezionando candidati per il mio team e imparando esattamente cosa fa la differenza tra un CV che finisce nel cestino e uno che porta a un'offerta di lavoro.
Chi sono oggi
Oggi la mia identità è un intreccio vero e proprio: le mie radici italiane sono ancora lì, intatte, nel modo in cui cucino, nei valori con cui sono cresciuta, in un accento che non se ne andrà mai del tutto — ma si sono fuse con anni di cultura britannica assorbita non sui libri, vivendola: nelle riunioni di lavoro, nelle negoziazioni, nelle sfumature di comunicazione che nessun corso d'inglese insegna davvero. Conosco la cultura del lavoro britannica dall'interno, perché ci ho costruito la mia carriera — non da consulente esterna che l'ha studiata, ma da persona che quella cultura la naviga ogni giorno.
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Perché sono diventata Career Coach per italiani In UK
È da questo incrocio di esperienze — 4 Paesi, 20 anni di carriera internazionale nel digital, marketing e analytics, e la prospettiva unica di chi ha selezionato candidati oltre che esserlo stata — che nasce Italian Made Abroad. Non aiuto le persone a trasferirsi (per quello ci sono professionisti OISC-registrati); aiuto professioniste e professionisti italiani che, come me, vivono già nel Regno Unito a smettere di sentirsi "quelli nuovi" per sempre, oppure a cambiare direzione professionale, e a costruire la carriera a cui aspirano davvero, con qualcuno al fianco che capisce sia da dove vengono sia come funziona davvero il mercato in cui si trovano ora.
Se ti riconosci in questo percorso — se senti che una parte di te è ancora profondamente italiana, ma un'altra parte ha imparato a muoversi con sicurezza nel contesto britannico, e vuoi che finalmente anche la tua carriera rifletta questa doppia forza — probabilmente sono la persona giusta con cui parlare.